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Val d'Aosta zona arancione, gli albergatori gettano la spugna: "Per noi la stagione invernale si chiude qui"

Val d'Aosta zona arancione, gli albergatori gettano la spugna:
Da: Cronaca Pubblicato In: Gennaio 15, 2021 Visualizzato: 30

Val d'Aosta zona arancione, gli albergatori gettano la spugna: "Per noi la stagione invernale si chiude qui"

"Gli ultimi decreti mettono definitivamente una pietra tombale su questa stagione invernale, gli albergatori di montagna si mettano il cuore in pace e lascino chiuse le proprie strutture per tutto l'inverno". E' quanto dichiara Filippo Gérard, presidente dell'associazione degli albergatori Valle d'Aosta.

"In questa situazione - dice Gérard - siamo costretti a dare un consiglio paradossale ai colleghi che sono così disperati che vorrebbero aprire a tutti i costi, ma la disperazione offusca la ragione: state fermi, rimanete chiusi, fate i conti, se si apre aumentano solo le spese di gestione senza possibilità di clientela".

"Bisogna mettersi il cuore in pace e considerare questa stagione come cancellata - prosegue il presidente dell'associazione degli albergatori della Valle d'Aosta - perché chiunque oggi voglia aprire a queste condizioni apre con una perdita". Secondo Gérard "ci sono tuttavia rarissime eccezioni come le piccole strutture in autogestione oppure in località come Breuil Cervinia dove, se si aprisse a febbraio, lo sci potrebbe andare avanti fino a maggio".

In base ai calcoli dell'Adava, l'associazione albergatori presieduta da Gérard, "mediamente la perdita generata da un albergo chiuso è di 10mila euro al mese, in caso di apertura ce ne rimetti almeno 30 - 40mila, se va bene", aggiunge Gérard. "Finché non c'è la zona bianca e la possibilità di spostamento tra regioni - spiega - non c'è futuro per il turismo in montagna".

Pessimista anche Valeria Ghezzi, presidente dell'Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) che riunisce le società degli impianti di risalita italiani: "Mi sembra abbastanza inverosimile - commenta - che la stagione dello sci possa partire il 15 febbraio, io non sono così ottimista. Per carità, se poi il contagio dovesse calare e le cose dovessero girare in maniera diversa tutto può succedere - aggiunge - ma  mi sembra veramente difficile pensare che la stagione possa partire". Secondo Ghezzi "il tema è ora quello dei ristori che devono consentire la sopravvivenza delle imprese almeno fino al dicembre 2021".

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